Chianti Classico per 4
Nel nostro intensissimo press tour in Toscana di metà giugno una mezza giornata ed una piacevolissima serata è stata dedicata al Chianti Classico.
Presso l’azienda Querceto di Castellina, dove poi abbiamo soggiornato, erano presenti altre tre aziende Chiantigiane, abbiamo così potuto degustare anche i vini di Tenute Selvolini, Castello La Leccia e Riecine.
Querceto di Castellina
L’azienda Querceto di Castellina, di proprietà della famiglia Di Battista, è situata tra i comuni di Castellina e Radda in Chianti, si tratta di un’azienda certificata biologica a conduzione familiare, che dispone di una cinquantina d’ettari dei quali una dozzina vitati, quasi tutti iscritti all’Albo Vigneti Chianti Classico DOCG.
I vigneti sono situati tra i 420 ed i 510 metri d’altitudine e sono suddivisi in sei appezzamenti, Il Sangiovese occupa l’80% delle vigne mentre la parte rimanente è suddivisa tra Merlot, Cabernet franc e Viognier, c’è inoltre un piccolo appezzamento di Roussanne.
Le bottiglie prodotte annualmente sono circa 55.000, nella tenuta ci sono inoltre uliveti con le cultivar Leccino, Moraiolo e Frantoio
Tenute Selvolini
Selvolini è un’antica famiglia presente a Volpaia sin dal 1600 dove svolgevano le più svariate attività commerciali e artigianali e pare che sia l’unica famiglia attualmente presente originaria di quell’epoca.
Il primo vigneto è stato messo a dimora negli anni Settanta del secolo scorso ed attualmente l’azienda, guidata dal giovane Alessandro (classe 1994) dispone di 16 ettari di vigneto solamente cinque dei quali sono vinificati in proprio mentre la parte restante delle uve viene venduta, ci sono inoltre quattro ettari di uliveto.
Il vitigno più importante è ovviamente il Sangiovese ma sono presenti anche Cabernet franc, Merlot, Trebbiano e Malvasia, i vigneti più antichi hanno 50 anni d’età.
La cantina e lo shop aziendale sono situati nella struttura centrale del Castello di Volpaia.
Riecine
Riecine è un’azienda biologica situata a Gaiole in Chianti e prende nome dall’omonimo toponimo citato per la prima volta in un documento del 1112.
L’azienda nasce nel 1971, quando Jhon Dunkley e la moglie Palmina acquistano un ettaro e mezzo di terreno dal monastero di Badia a Coltibuono e rinnovano un antico vigneto.
Nel 1975 entra in commercio la prima bottiglia di Chianti Classico dell’annata 1973.
Nel 1991 entra in azienda l’enologo Sean O’ Callaghan e nel 1998, dopo la morte dei fondatori l’azienda diviene di proprietà della famiglia Baumann che costruiscono la nuova cantina.
Nel 2011 c’è un nuovo cambio di proprietà, l’azienda vine acquistata da Lana Frank che rinnova gli impianti ed ingrandisce la cantina e nel 2015 entra in azienda, come enologo e direttore Alessandro Campatelli il quale, nel 2024 acquista le quote di Lana e diventa l’unico proprietario.
L’azienda attualmente dispone di 16 ettari vitati condotti in regime biologico e suddivisi in 12 appezzamenti per una produzione annuale di 80.000 bottiglie.
Oltre al Sangiovese, vitigno principale, trovano dimora anche Trebbiano, Merlot e Mammolo.
Castello La Leccia
Della quarta azienda, Castello La Leccia, abbiamo più volte scritto in questi anni e quindi non andiamo a ripeterci, potete trovare qui, qui e qui i nostri precedenti articoli con le informazioni sull’azienda e sui vini allora degustati.
Da sinistra: Alessandro Campatelli, Jacopo Di Battista, Guido Orzalesi, Alessandro Selvolini
Passiamo quindi alla degustazione dei vini accompagnati da Jacopo Di Battista, proprietario dell’azienda Querceto di Castellina, Alessandro Campatelli propietario dell’azienda Riecine, Guido Orzalesi direttore generale di Castello La Leccia e Alessandro Salvolini di Tenute Salvolini i quali ci hanno illustrato le loro aziende e le filosofie aziendali.
I vini degustati:
I Chianti Classico Annata
– Tenute Selvolini 2022
Sangiovese più una piccola percentuale di Cabernet franc, il suo prezzo in azienda è di 18 euro.
Color rubino profondo, di buona luminosità.
Pulito e di buona eleganza olfattiva, bel frutto, note balsamiche e di legno dolce.
Fresco, fruttato, succoso, leggere note piccanti, tannino ben integrato, lunga la persistenza.
– Castello La Leccia 2023
Sangiovese in purezza, da vigneti di nove-quindici anni d’età situati tra i 350 ed i 500 metri d’altitudine ed allevati a Guyot su suoli con presenza di alberese, l’esposizione è Sud, Sud-Ovest e la densità d’impianto è di 5.200 ceppi/ha mentre la resa è di 45 ettolitri/ha.
La vendemmia s’effettua tra fine settembre ed inizio ottobre, le uve, dopo una fermentazione pre-fermentativa di 24 ore fermentano in vasche d’acciaio, vengono trasferite quindi in vasche di cemento dove si svolge la fermentazione malolattica, in queste vasche il vino matura per otto mesi, quindi viene posto in botti di rovere francese da 2.000 e 2.500 litri dove finisce l’affinamento per altri quattro mesi.
Le bottiglie prodotte annualmente sono circa 50.000 vendute in azienda a 20 euro.
Il suo colore è granato trasparente e luminoso.
Di buona intensità olfattiva, balsamico, frutto dolce, cioccolato, buona l’eleganza.
Fresco e succoso, di media struttura, elegante, frutta rossa fresca, lievi accenni vegetali, tannino leggermente verde, buona la persistenza.
– Querceto di Castellina – Laura 2024
Prodotto con uve Sangiovese in purezza da vigneti situati a Castellina in Chianti, il vino, certificato biologico, s’affina per 12 mesi in botti di rovere francese da 500 litri ai quali seguono tre mesi di sosta in bottiglia.
Sono 26.000 le bottiglie prodotte vendute in azienda a 22 euro.
Rubino luminoso e trasparente di media intensità.
Intenso al naso dove si colgono note aromatiche, sentori floreali che rimandano alla rosa ed accenni d’agrumi.
Fresco, discretamente strutturato, frutta fresca, accenni d’agrumi, bella trama tannica anche se leggermente verde.
– Riecine 2024
La prima annata di produzione di questo vino è la 1973 e si tratta anche della prima etichetta prodotta.
Le uve, sangiovese in purezza, provengono da vigneti di 25 -35 anni d’età posti tra i 450 ed i 500 metri d’altitudine a Gaiole in Chianti su suoli calcarei argillosi, i sistemi d’allevamento sono il Guyot ed il Cordone speronato con densità d’impianto di 5.500 – 6.000 ceppi /ha mentre la resa è di 60 q.li/ha.
La fermentazione si svolge in vasche di cemento non vetrificate e l’affinamento del vino avviene in tonneaux usati dove sosta per 11 mesi ai quali ne seguono altri tre di riposo in bottiglia.
Il prezzo del vino in azienda è di 25 euro e le bottiglie prodotte sono 56.000.
Nota: tutti i Chianti Classico aziendali vengono fermentati in vasche di cemento Nomblot, si tratta di contenitori prodotti in un monoblocco di cemento naturale fabbricati da un’azienda situata in Borgogna.
Color rubino luminoso di media intensità.
Discreta l’intensità olfattiva, frutta rossa fresca, accenni floreali.
Fresco al palato, asciutto, succoso, di media struttura, bella trama tannica e buona persistenza.
Le Riserva
– Tenute Selvolini 2021
Sangiovese più una piccola percentuale di Cabernet franc, l’affinamento avviene in barriques di rovere francese a media tostatura dove il vino sosta per almeno due anni.
32 euro il suo costo in azienda.
Molto bello il colore, rubino profondo e luminoso.
Intenso al naso, balsamico, nota alcolica in evidenza, legno dolce, frutto rosso maturo.
Succoso, trama tannica importante, piccantino, buona vena acida e lunga persistenza.
– La Leccia 2022
I vigneti, che hanno un’età dai 15 ai 25 anni sono situati tra i 350 ed i 500 metri d’altitudine ed allevati a Guyot su suoli con presenza di alberese, l’esposizione è Sud, Sud-Ovest e la densità d’impianto è di 5.900 ceppi/ha mentre la resa è di 35 ettolitri/ha.
La vendemmia s’effettua tra fine settembre ed inizio ottobre con accurata selezione delle uve, le uve che dopo una fermentazione pre-fermentativa di 24 ore fermentano in vasche d’acciaio, vengono trasferite quindi in vasche di cemento dove si svolge la fermentazione malolattica, in queste vasche il vino matura per 12 mesi, quindi viene posto in botti di rovere francese da 2.000 e 2.500 litri dove finisce l’affinamento per altri 12 mesi.
Le bottiglie prodotte annualmente sono circa 7.500 vendute in azienda a 35 euro.
Granato luminoso, molto bello.
Bel naso, elegante, balsamico, delicato, sentori di legno dolce.
Fresco e succoso, leggermente piccante, tannino fresco, buona vena acida.
– Riecine 2023
Prodotto per la prima volta con l’annata 1975 il vino è frutto di uve Sangiovese in purezza, proveniente da vigneti dai 30 ai 40 anni d’età situati a Gaiole in Chianti tra i 450 ed i 500 metri d’altitudine su suoli calcarei argillosi, i sistemi d’allevamento sono il Guyot ed il Cordone speronato con densità d’impianto di 5.500 – 6.000 ceppi /ha mentre la resa è di 50 q.li/ha.
La vendemmia s’effettua tra fine settembre ed inizio ottobre con una doppia selezione delle uve, in vigna e sul tavolo di cernita.
La fermentazione ad acino intero si svolge in vasche di cemento non vetrificate con macerazione di 15-20 giorni e l’affinamento del vino avviene in botti di rovere di grandi dimensioni dove sosta per 24 mesi ai quali ne seguono altri tre di riposo in bottiglia.
6.500 le bottiglie prodotte vendute in azienda a 45 euro.
Color rubino luminoso di buona profondità.
Alcolico, frutta rossa matura, ciliegia, accenni di confettura.
Discretamente strutturato, fresco e succoso, accenni di radici, buona la persistenza.
Le Gran Selezione
– La Leccia – Vigna Bruciagna 2021
Sangiovese in purezza da vigneti posti a 500 metri d’altitudine su suoli con presenza d’alberese, le viti, allevate a Guyot con densità d’impianto di 4.200 ceppi/ha, hanno 25 anni d’età e sono esposte a Sud, Sud-Ovest e danno una resa di 28 ettolitri/ha.
La vendemmia s’effettua tra fine settembre ed inizio ottobre con accurata selezione delle uve, le uve che dopo una fermentazione pre-fermentativa di 24 ore fermentano in vasche d’acciaio, vengono trasferite quindi in vasche di cemento dove si svolge la fermentazione malolattica, in queste vasche il vino matura per 12 mesi, quindi viene posto in barriques di rovere francese dove finisce l’affinamento per altri 18 mesi.
Le bottiglie prodotte annualmente sono circa 4.000 vendute in azienda a 55 euro.
Color rubino-granato.
Intenso al naso, bel frutto, buona eleganza.
Fresco e succoso, di media struttura, bella trama tannica.
– Querceto di Castellina – Il Sei 2022
Da uve Sangiovese in purezza opportunamente selezionate dal Vigneto Belvedere, situato tra i 450 ed i 500 metri d’altitudine su suolo di medio impasto, calcareo-marnoso, l’esposizione è Sud-Ovest ed il sistema d’allevamento è a Cordone speronato con densità d’impianto di 6.666 ceppi/ha.
L’affinamento si svolge in botti di rovere francese da 500 litri dove il vino sosta per 18 mesi ai quali seguono ulteriori 12 mesi di riposo in bottiglia.
La produzione è di circa 9.000 bottiglie/anno, vendute in azienda a 52 euro.
Color rubino-granato.
Bel naso, fresco, con frutto ancora in evidenza, sentori di legno dolce.
Discreta la sua struttura, succoso, bella trama tannica, accenni di radici, buona la persistenza.
– Riecine – Vigna Gittori 2022
Vigna Gittoni è stata acquistata da Riecine nel 2019 dopo diversi anni in cui l’aveva unicamente in gestione, e sin da subito si pensò di produrvi una Gran Selezione.
Il vigneto si trova tra i 450 ed i 500 metri d’altitudine su suolo calcareo argilloso ed ha 45 anni d’età.
La vendemmia s’effettua nel meso d’ottobre e le uve vengono sottoposte a doppia selezione, la prima in vigna e la seconda su tavolo vibrante, la fermentazione avviene in vasche aperte di cemento con una macerazione di 25 giorni, il vino s’affina quindi per 24 mesi in tonneaux usati, seguono almeno sei mesi di sosta in bottiglia.
La produzione è di 5.000 bottiglie/anno, vendute in azienda a 90 euro.
Color rubino luminoso.
Intenso al naso, fresco, bel frutto, note piccanti.
Fresco e succoso, bel frutto, piccante, pepato, lunghissima la persistenza.
Grande vino.
Bottiglie cena
A fine degustazione ci siamo trasferiti presso il Castello La Leccia dove ad accompagnare l’ottima cena ci aspettava una nutrita batteria di vini di diverse annate, anche con diversi anni sulle spalle, vini dei quali, dato il contesto, non abbiamo (purtroppo) preso appunti dedicandoci piuttosto a goderceli.
Lorenzo Colombo