Fonzone: vini (bianchi) dall’Irpinia

L’azienda Fonzone, con sede a Paternopoli, nel cuore della Docg Taurasi, è stata fondata nel 2005 da Lorenzo Fonzone Caccese che acquistò una trentina d’ettari su un colle in località Scorzagalline e ne fece la sua tenuta.
Qui si trovano una dozzina d’ettari allevati ad Aglianico (unico vitigno a bacca rossa) e a Falanghina mentre i vigneti con Greco e Fiano sono situati ad Altavilla Irpina e Montefusco per il primo e a San Potito Ultra e Parolise per il secondo, in totale gli ettari vitati sono 23.
La produzione annuale è di 85.000 bottiglie, suddivise in cinque vini bianchi, un rosato e due rossi.

Per la produzione dei propri vini l’azienda s’è affidata alla consulenza dell’enologo Luca D’Attoma che, unitamente a Silvia Campagnuolo Fonzone ha presentato alla stampa, a Milano, presso il Ristorante Sine i vini bianchi aziendali.

Abbiamo così potuto degustare:

Irpinia Falanghina Doc “Le Mattine” 2021
Il vigneto dal quale provengono le uve per la produzione di questo vino è situato in Contrada Le Mattine, a Paternopoli; messo a dimora nel 2011 e gestito a Guyot con densità d’impianto di 4.500 ceppi/ettaro, si trova a 380 metri d’altitudine su suoli sabbiosi-argillosi, l’esposizione è Nord-Est e la resa è di 70 q.li/ha.
La vendemmia s’effettua attorno alla metà del mese d’ottobre, prima della fermentazione alcolica le uve subiscono una breve macerazione parte in anfora e parte in vasche d’acciaio, dopo l’assemblaggio il, vino s’affina in acciaio sui lieviti fini per otto mesi.

Il colore è giallo paglierino di buona intensità.
Bel naso, intenso, s’esprime su sentori di frutta a polpa gialla, e presenta accenni balsamici e leggere note fumé.
Succoso e dotato di buona struttura, morbido e sapido, vi ritroviamo un bel frutto giallo e leggere note piccanti, lunga la sua persistenza.

 – Fiano d’Avellino Docg 2021
Le uve provengono da San Potito Ultra, il vigneto, esposto a Sud, è situato a 500 metri d’altitudine su suolo franco argilloso, condotto a Guyot con densità d’impianto di 3.300 ceppi/ettaro è stato messo a dimora nel 2003 e dà una resa di 60 q.li/ha.
Le uve vengono vendemmiate nella prima settimana d’ottobre, precedentemente macerate parte in anfora e parte in acciaio, vengono quindi vinificate separatamente ed assemblate dopo la fermentazione, il vino s’affina quindi per otto mesi sui propri lieviti in vasche d’acciaio.

Il colore è paglierino luminoso di buona intensità.
Discreto al naso, di media intensità e buona eleganza, presenta sentori di frutta a polpa gialla, soprattutto pesca.
Strutturato e di buona eleganza, con buona vena acida, presenta leggere note piccanti, lunga la sua persistenza.

 – Fiano d’Avellino Docg Riserva “Sequoia” 2020
Questo vino viene prodotto con uve selezionate provenienti da un vigneto messo a dimora nel 2003 e situato a Parolise, su suolo argilloso-sabbioso, a 500 metri d’altitudine con esposizione Sud, la densità d’impianto è di 3.300 ceppi/ettaro ed il sistema di Potatura è a Guyot con bassissima resa, 20 q.li/ettaro.
Le uve vengono vendemmiate nella prima decade del mese d’ottobre e l’elaborazione del vino è piuttosto complessa.
Vengono infatti create quattro partite d’uva che subiscono diversi processi di lavorazione, le prime tre in vasche d’acciaio e la quarta in legno.
Le uve della prima partita  vengono sottoposte ad una macerazione di 12 ore, la seconda una di tre giorni, la terza non subisce macerazione, la quarta partita fermenta e s’affina per un anno in biotti di grandi dimensioni.
Una volta unite le quattro masse il vino s’affina su lieviti in vasche d’acciaio per sei mesi.

Il colore è giallo paglierino luminoso.
Media la sua intensità olfattiva e buona l’eleganza, ci è parso un poco “timido” e compresso.
Discretamente strutturato, succoso, frutto giallo, erbe officinali, leggera nota piccante, lunga la persistenza.
4.300 le bottiglie prodotte.

 – Greco di Tufo 2021
Le uve provengono dai vigneti siti ad Altavilla irpina e Montefusco, messi a dimora rispettivamente nel 1990 e nel 2000. Sono situati tra i 450 ed i 650 metri d’altitudine su suoli di diversa natura, argillosi, tufacei, calcarei e sabbiosi, il sistema d’allevamento è a Guyot con densità di 3.000 ceppi/ettaro e la resa è di 60 q.li/ettaro.
Dopo la pressatura soffice il mosto fermenta in vasche acciaio dove il vino s’affina per cinque mesi con ripetuti bâtonnage.

Color giallo paglierino luminoso.
Bel naso, dotato di buona intensità olfattiva, erbe aromatiche, frutta a polpa bianca.
Fresco, sapido verticale, minerale, pesca bianca, leggere note piccanti di zenzero, buona la persistenza.

 – Greco di Tufo “Oikos” 2020
Il vigneto, di 1,5 ettari di superfice si trova ad Altavilla Irpina, tra i 450 ed i 650 metri d’altitudine con esposizione Sud-Est su suolo argilloso, tufaceo, calcareo, messo a dimora nel 1990 è condotto a Guyot con densità di 3.000 ceppi/ettaro e dà una resa di 20 q.li/ettaro, vi si trova un clone di Greco molto raro, caratterizzato da acini di piccole dimensioni.
Dopo un’accurata selezione i grappoli vengono pigiati delicatamente, sia la fermentazione che l’affinamento si svolgono in botti di rovere austriaco dove il vino sosta per 12 mesi al temine dei quali viene posto per un ulteriore anno in vasche d’acciaio.
Una volta imbottigliato rimane a maturare per un altro anno prima della commercializzazione.

Giallo paglierino di buona intensità.
Bel naso, pulito, frutta a polpa gialla, agrumi.
Dotato di buona struttura, succoso, con lievi accenni nocciolati, frutta a polpa gialla, leggere note piccanti e leggermente sulfuree, tracce d’idrocarburi, buona la persistenza.
Vino dalla notevole qualità.

La caratteristica che accomuna tutti questi vini è data dall’estrema pulizia e dalla discrezione con la quale si offrono, nessuna irruenza, né olfattiva né gustativa, ma piuttosto eleganza, equilibrio ed una certa riservatezza, qualità ottenute, secondo D’Attoma, sia dall’attenzione in vigna ma anche dalla cura maniacale per l’igiene in cantina.
Lorenzo Colombo