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I Riesling della S. J. Montigny presentati da Michael Schlink

La regione di Nahe prende il nome dal fiume che la attraversa prima di sfociare nel Reno presso Bingen.

Vigneti nella Nahe (foto tratta dal sito https://wineanorak.com)

Il clima è caratterizzato da temperature miti, scarse precipitazioni e molto sole ed i vigneti sono protetti dai venti freddi dal massiccio montuoso dell’Hunsrück.
Qui la viticoltura si pratica da almeno 2000 anni.

Sebbene il Nahe sia una delle regioni vinicole tedesche più piccole, vanta una straordinaria gamma di tipi di suolo, ciò è dovuto alla sua storia geologica, per questo motivo vi si possono trovare diverse varietà d’uva in grado di produrre numerosi stili di vino.

I siti più ripidi composti da pietra vulcanica, ardesia rossa e argillosa sono l’ideale per il Riesling che con oltre 4.000 occupa più di un quarto della superficie vitata della regione.
Sui siti più pianeggianti composti da terreni argillosi, loess e sabbiosi si coltiva il Müller-Thurgau (Rivaner), mentre Sylvaner, Pinot Gris e Pinot Blanc trovano sempre più spazio unitamente ai rossi Dornfelder e Pinot Noir (Spätburgunder).

I vitigni a bacca bianca sono i più diffusi, coprendo oltre il 76% della superficie a vigneto, questa la loro percentuale:

Riesling                     29%
Müller-Thurgau      12%
Pinot Gris                 8,2%
Pinot Blanc              7,4%
Dorfelder                  9,7%
Spätburgunder       6,7%

Michael Schlink

La famiglia Schlink risiede nella regione di Nahe dal 1886, quando Josef Barthelmeh fondò l’azienda che ora è guidata dalla quarta generazione, ovvero da Michael Schlink e dalla moglie Michi.

Numerosi i vini prodotti, principalmente con uve Riesling – a proposito, Michael Schlink, che ha condotto la degustazione, ci ha fornito il perché del nome Riesling che parrebbe significare “uva dalla fioritura imperfetta”, un po’ come il nostro Picolit, con le dovute proporzioni.

Lo scorso 25 febbraio in occasione di Italian Taste Summit, tenutosi presso il Grand Hotel Villa Torretta a Sesto San Giovanni, Michael Schlink ha però presentato tre Riesling prodotti dalla cantina S. J. Montigny – azienda da lui distribuita- fondata nel 1950 e che fa riferimento alla famiglia francese Montigny, Ugonotti fuggiti dalle persecuzioni e rifugiatisi in Germania oltre 300 anni fa.

S’è iniziato con una miniverticale di due annate di Kreuznacher Steinberg Riesling Troken, le cui uve provengono da un vigneto di soli due ettari, lo Steinber che è un monopole aziendale.
La fermentazione si svolge in vasche d’ acciaio dove poi il vino s’affina per 3 – 5 mesi sulle fecce fini.

 – 2018 – Color paglierino luminoso.
Bel naso, fresco, verticale, minerale, elegante, di media intensità, pesca gialla e note tropicali, leggeri accenni d’idrocarburi.
Fresco, al palato, sapido e verticale, mediamente strutturato, accenni d’idrocarburi, buona la sua persistenza.

2017 – Paglierino leggermente più intenso del precedente.
Buona la sua intensità olfattiva, come pure l’eleganza, leggere note tropicali.
Dotato di buona struttura, sapido e verticale, presenta note piccanti di zenzero ed accenno idrocarburici, Lunga la sua persistenza.
Ci è parso più completo anche se leggermente meno fresco rispetto al precedente vino.

Infine abbiamo assaggio -da una Magnum- il Kreuznacher Narrenkappe “500” Riesling  dell’annata 2014, le cui uve provengono da uno tra i migliori vigneti di Kreuznach di solo un ettaro d’estensione ed il nome del vino “500” deriva dai contenitori (tonneaux da 500 litri) nei quali s’affina.

Paglierino luminoso di buona intensità.
Bel naso, elegante, mediamente intenso, note tropicali ed accenni idrocarburici.
Fresco, sapido, verticale, succoso, dotato di buon corpo, note piccanti, lunga la sua persistenza.

In conclusione tre vini di notevole qualità, soprattutto il Kreuznacher Narrenkappe “500”.
Lorenzo Colombo