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Lambrusco Doc a spicchi

Tour tra le migliori pizzerie d’Italia
Ultima tappa a Milano: pizza e bollicine in abbinamento gourmet

Lambrusco, variazioni di colore

Dopo aver, negli anni scorsi, sperimentato l’abbinamento con la cucina etnica -noi avevamo partecipato sia a quello con la cucina peruviana (vedi) che a quello con la cucina indiana (vedi)-, quest’anno il Consorzio Tutela Lambrusco ha pensato all’abbinamento con una delle preparazioni simbolo italiane, ovvero la pizza.

Pane e salame

Lunedì 24 novembre, la pizzeria Dry Milano ha infatti ospitato l’ultima tappa dell’evento che racconta le sfumature del vino simbolo dell’Emilia-Romagna attraverso l’assaggio delle diverse interpretazioni della pizza.

Il menù prevedeva l’assaggio di sei pizze (anche se in verità non tutte erano pizze) con altrettante tipologie di Lambrusco, con la possibilità di testare gli abbinamenti con altri sei lambrusco.

Ecco quanto c’è stato proposto:

Pane e salame, accompagnato dal Lambrusco di Sorbara DOC “Piria” della Cantina Paltrinieri.
Un abbinamento azzeccato con l’acidità del Sorbara che andava a contrapporsi alla grassezza del salame, esaltandolo.

Cubotto integrale

A seguire, l’Ancestrale Lambrusco Sorbara DOC di Francesco Bellei abbinato al Cubotto integrale con Ragù Bolognese, besciamella e Parmigiano Reggiano e anche in questo caso abbiamo trovato un corretto accostamento di sapori.

Pizza fritta

La terza preparazione vedeva la pizza fritta napoletana farcita con mortadella e Squacquerone denominata Come uno gnocco proposta in abbinamento al Reggiano DOC Lambrusco “Foglie Rosse” di Albinea Canali dove l’effervescenza del vino andava a contrastare le note date dalla frittura.

Zingara

Successivamente è stata servita la Zingara, una specie di calzone farcito con prosciutto crudo dolce D’Osvaldo, mozzarella di Bufala, pomodoro arrosto, lattughino e maionese al basilico e come abbinamento è stato scelto il Reggiano DOC Il Ligabue” della Cantina di Gualtieri.

Margherita croccante

A seguire, la Margherita Croccante con pomodoro San Marzano, treccia di mozzarella di bufala a crudo e Parmigiano Reggiano, è stata proposta in abbinamento al Reggiano DOC “Il Signor Campanone” di Cantine Lombardini.

 

A chiudere la degustazione una pizza un poco provocatoria, ovvero 5 formaggi & ananas con provola affumicata, gorgonzola, taleggio, robiola, caciocavallo, con chutney d’ananas e anacardi, servita con il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC “Riò” della Cantina San Martino in Rio.

Abbinamento quest’ultimo che non abbiamo avuto modo di provare avendo lasciato il locale prima.

5 formaggi

Tutte le preparazioni sono state realizzate dal maestro pizzaiolo Lorenzo Sirabella.

Come dicevamo era a diposizione un’ulteriore selezione di vini per giocare sui vari abbinamenti, eccoli:

Lambrusco di Sorbara DOC “Riò” della Cantina San Martino in Rio, Lambrusco di Sorbara DOC “Radice” di Cantina Paltrinieri, Lambrusco di Sorbara DOC “Brut Rosso” di Francesco Bellei & C., Reggiano DOC Lambrusco “Lombardini Spumante Brut” delle Cantine Lombardini e Lambrusco di Sorbara DOC “Vigna del Cristo” di Umberto Cavicchioli & F.

Giuseppe Carrus

A condurre la degustazione insieme al Direttore del Consorzio e ai produttori, era presente Giuseppe Carrus, giornalista del Gambero Rosso e grande conoscitore del Lambrusco.

In definitiva si sono potute raccontare e testare le tantissime sfaccettature che contraddistinguono il mondo dei Lambruschi tra Modena e Reggio Emilia: dodici diverse varietà, diversi metodi di produzione – dallo Charmat al rifermentato in bottiglia, fino al Metodo Classico – e differenti denominazioni.

In un anno complesso come il 2025, in cui l’intera filiera vitivinicola ha dovuto confrontarsi con trasformazioni profonde e dinamiche imprevedibili, il Lambrusco dimostra ancora una volta la sua capacità di adattamento e di dialogo con il mondo” – commenta Giacomo Savorini, Direttore del Consorzio Tutela Lambrusco. È un vino abituato all’internazionalità: presente in oltre novanta paesi, incontra stili di consumo molto diversi tra loro, dal Messico agli Stati Uniti, dal Brasile alla Francia, richiedendo un approccio interculturale costante. Questa dimensione non fa che valorizzare la pluralità identitaria delle nostre bollicine: il Lambrusco – o meglio, i Lambruschi – sono capaci di raccontare la propria versatilità attraverso sapori, profumi e strutture differenti. Serate come queste ci permettono di mostrare concretamente quanto le bollicine emiliane, grazie alle loro caratteristiche eterogenee, possano accompagnare con stile e spontaneità ogni tipo di pizza, confermando la loro centralità nella tradizione enogastronomica italiana e la capacità di confrontarsi con la contemporaneità.”

L’appuntamento milanese ha mostrato ancora una volta come il Lambrusco sia capace di dialogare in modo creativo ed efficace con uno dei piatti simbolo della cucina italiana.
Lorenzo Colombo

Nota: tutte le foto sono opera di Francesco Vignali e di proprietà del Consorzio Tutela Lambrusco.