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Nel nome della rosa

Il Bardolino Chiaretto può invecchiare? Verticale di Ròdon

Vigneti ad Affi

Non è la prima volta che Matilde Poggi che ormai gestisce l’azienda Le Fraghe da oltre quarant’anni ci sorprende con la longevità dei suoi vini, l’aveva fatto dieci anni fa, quando in occasione dell’Anteprima del Bardolino del 2015, a Lazise, ci aveva stupito con una verticale di Bardolino Le Fraghe che ci era stato proposto in cinque diverse annate: 2013, 2012, 2011, 2009 e 2008, di quest’ultimo avevamo scritto “Notevole, data l’età”. (vedi)

Ora Matilde ci riprova, questa volta con il Ròdon, il Bardolino Chiaretto dedicato alla madre e ad una cara zia (Ròdon in greco antico significa “Rosa” che è il nome sia della mamma che della zia).

Matilde Poggi è stata per anni dapprima presidente della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) ed in seguito, sino a poco fa, presidente -prima italiana- della CEVI (Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti), la sua azienda si trova a Cavaion Veronese, dispone di 30 ettari di vigne situate a 190 metri d’altitudine su suoli molto drenanti, calcarei, caratterizzati da una notevole presenza di minerali, soprattutto ferro.
La zona è caratterizzata da una notevole ventilazione, al mattino i venti spirano da nord ed al pomeriggio avviene il contrario, i vitigni coltivati sono la Corvina, che costituisce l’80% del vigneto di Le Fraghe e la Rondinella per il restante 20%.
In cantina non c’è presenza di legno, i contenitori utilizzati sono d’acciaio, di cemento non vetrificato e d’anfore di terracotta, prossimamente faranno la loro comparsa contenitori di gres.
La produzione annuale è di circa 150.000 bottiglie circa un terzo delle quali sono di Rodòn, il vino che ci accingiamo ad assaggiare in una verticale di tre annate.
Dal 2008 l’azienda è certificata Bio, dallo stesso anno tutti i vini bianchi e rosa sono tappati con tappo a vite di diverse permeabilità, stessa tipologia di chiusura è stata adottata dal 2021 anche per i vini rossi.

Matilde ha iniziato a produrre vino nel 1984, dapprima con il Bardolino per arrivare successivamente al Chiaretto, dapprima utilizzando la tecnica del salasso.
Le uve per la produzione dei vini rosa sono frutto di una scelta vendemmiale, mentre uno specifico vigneto è dedicato alla produzione del Bardolino Chiaretto Traccia di Rosa.

Il Ròdon è stato il primo vino rosa prodotto da Matilde, è frutto di 80% Corvina e 20% Rondinella provenienti da vigneti di 12 anni d’età esposti a sud e situati a 190 metri d’altitudine nei comuni di Affi e di Cavaion Veronese, il sistema d’allevamento è a Guyot e la densità d’impianto è di 5.000 ceppi/ettaro.
Le due uve vengono vinificate separatamente con una macerazione sulle bucce di circa sei ore, il mosto viene quindi fatto fermentare a bassa temperatura in vasche d’acciaio, lo stesso materiale (serbatoi da 50 ettolitri) viene utilizzato per l’affinamento del vino che rimane sulle fecce fini sino alla primavera successiva, quando viene imbottigliato.

La degustazione

2023 – Frutto di un’annata complicata caratterizzata da un inizio di primavera caldo che ha portato ad un germogliamento precoce, l’estate è stata all’inizio piovosa con un agosto caldo che ha portato nuovamente piogge a fine mese.

Il vino si presenta con un colore tra il salmone non molto intenso ed il rosa cipria.
Media la sua intensità olfattiva, vi si colgono sentori di piccoli frutti rossi, erbe aromatiche, pesca gialla, frutti esotici ed agrumi.
Fresco e asciutto alla bocca, sapido, con leggerissimi accenni tannici, tornano i sentori percepiti al naso, agrumi maturi, piccoli frutti di bosco, pesca gialla ed erbe aromatiche, accenni mentolati, lunga la sua persistenza.

 – 2022 – Annata calda e siccitosa ritroviamo nelle caratteristiche organolettiche del vino.

Il colore è simile al precedente, forse leggermente più scarico.
Al naso è più intenso, emergono maggiormente le note fruttate di frutti più maturi, come più maturo ci pare anche l’agrume.
Fresco e molto sapido alla bocca, maggiore è anche la nota fruttata, mentre l’agrume ci pare un poco citrino, leggeri accenni vegetali ed un poco amaricanti chiudono il lungo fin di bocca.

2021 – Annata calda con poche piogge, luglio con fenomeni piovosi.

Color salmone tendente leggermente all’aranciato.
Mediamente intenso al naso, di buona eleganza, presenta sentori d’erbe aromatiche essiccate, accenni balsamici, note d’agrumi, arancio.
Dotato di maggior struttura rispetto ai due ini precedenti, decisamente sapido, succoso, con buona vena acida, leggere note tanniche, piccoli frutti rossi, erbe aromatiche, lunga la sua persistenza.
Di tratta del vino che in questo momento c’è apparso il più completo.
Lorenzo Colombo