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Alla scoperta dell’Amarone con Le Famiglie Storiche (1ª parte)

4 appuntamenti per scoprire vino, territorio e produttori

1ª parte: Racconto di un territorio

In periodo di Covid con conseguente annullamento degli eventi in presenza, le Famiglie Storiche hanno pensato di presentare la nuova annata dei loro Amarone inviando alla stampa ed ai comunicatori i loro vini confezionati nelle Vignon.
Le Vignon sono delle bottigliette di vetro, con capacità variabile tra i 3 ed i 5 cl. sigillate con tappo a vite, nelle quali il vino viene imbottigliato in ambiente protetto.
Si tratta di un modo pratico per potere consentire degustazioni a distanza senza dover inviare a ciascun partecipante un’intera bottiglia e di conseguenza riducendo i costi dell’operazione.
Ovviamente, come per tutte le cose, c’è un rovescio della medaglia, che in questo caso consiste in una degustazione un poco asettica e poco emozionale, mancando il fascino della bottiglia con la sua etichetta, oltre che quello della presenza fisica del produttore.
Una soluzione quindi che risolve molti problemi anche se certamente non può sostituire pienamente una classica degustazione in presenza.

Oltre agli Amarone d’annata, le Famiglie Storiche hanno anche pensato di farci assaggiare anche un loro vino più importante, con qualche anno sulle spalle, e questo, a seconda dei produttori, si traduce in una particolare selezione o in una Riserva.

La degustazione, preceduta da un approfondimento sul territorio e sulla denominazione è stata concepita su un  percorso che si snoda in quattro incontri (via web) durante i quali si affronteranno diversi aspetti legati a questo vino e sarà condotta da Nicola Frasson, profondo conoscitore di questa zona e dei vini che vi si producono, in ciascuno di questi incontri si assaggeranno i vini di tre produttori (quattro nell’ultimo incontro) per un totale di 26 diversi vini.
Durante questi incontri saranno presenti anche i produttori dei vini oggetto delle rispettive degustazioni, la prima delle quali si è tenuta lunedì 8 marzo, mentre le altre proseguiranno per tutti i lunedì dello stesso mese.

I 26 campioni ci sono stati inviati in Vignon da 5 cl., formato che personalmente riteniamo più congruente per una degustazione approfondita e per rendere meno asettica e più partecipativa la degustazione.

Il tema del primo incontro dal titolo “L’Amarone – Racconto di un territorio – Collocazione territoriale” ha visto la presenza dei vini di Zenato, Speri e Tenuta Sant’Antonio, con la partecipazione rispettivamente di Alberto Zenato (che è anche l’attuale presidente dell’Associazione delle Famiglie Storiche), Paolo Speri e Tiziano Castagnedi.

Prima di passare all’incontro ed alla degustazione volevamo segnalare che non è certamente la prima volta che assaggiamo vini delle Famiglie Storiche, ne abbiamo più volte scritto, in occasione della presentazione alla stampa avvenuta a Milano nel 2010 (vedi), durante il Vinitaly 2012 in occasione della degustazione “Trent’anni di Amarone d’Arte” e nel 2018, quando, presso l’Antica Bottega del Vino, a Verona, hanno presentato l’annata 2011 (vedi).
Inoltre abbiamo tenuto alcune serate dedicate ai vini delle Famiglie, una a Lecco, diversi anni fa, e più recentemente, nel 2018, una a Trani, per ONAV sezione BAT.

In apertura Alberto Zenato ha inquadrato la produzione delle Famiglie all’interno della denominazione, dove nel loro insieme ricoprono circa il 16% della produzione totale d’Amarone che si colloca attorno ai 15 milioni di bottiglie, e circa il 20% del fatturato totale.

Frasson ci ha poi introdotti al territorio, evidenziando le differenze che intercorrono tra la zona Classica e la zona estesa che si protrae ad Est, dove variano anche i metodi d’allevamento con la Pergola veronese protagonista nella zona Classica, mentre nei più recenti impianti della zona estesa prevale il sistema a spalliera.
Generalizzando si parla di vini più leggeri (se si può parlare di leggerezza per un Amarone) e profumati nella zona Classica e più strutturati in quella ad Est.
Ci si è inoltre soffermati sul cambiamento del vino nel corso degli anni, con l’aumento delle gradazioni alcoliche dovute al mutamento climatico, ma anche su un ritorno alla freschezza ed alla bevibilità (nonostante l’aumento del tenore alcolico) che si era un poco persa tra la fine del secolo scorso ed i primi anni del 2000 quando si giocava soprattutto su potenza e morbidezza.

I vini

Come scritto sopra la degustazione consisteva nell’assaggio di tre vini dell’ultima annata in commercio e tre di annate più vecchie.
Frasson ha preferito presentarli in un contesto geografico, partendo da ovest e spostandosi verso Est e degustando prima i vini dell’ultima annata per un confronto più efficace.
I vini dell’ultima annata erano tutti del 2016, permettendo quindi un confronto non influenzato (o solamente parzialmente influenzato data la vastità della zona di produzione) dall’andamento climatico.
Cosa diversa per i vini più vecchi, che coprivano due diverse annate, caratterizzate da un differente andamento climatico.

I vini del 2016

Zenato
Amarone della Valpolicella Docg Classico 2016 – 16,5% Vol.
80% Corvina, 10% Rondinella, 10% tra Oseleta e Croatina
I Vigneti si trovano in Sant’Ambrogio di Valpolicella, tra i 300 ed i 350 metri d’altitudine, con esposizione Sud-Est e Sud-Ovest, i suoli sono d’origine prevalentemente cretacea, di natura calcarea.
Il sistema d’allevamento è a Guyot con densità di 5.000 ceppi/ettaro, la resa è di 80 q.li/ettaro e l’età media delle vigne è di 15-20 anni.
La vendemmia si svolge solitamente tra la seconda metà di settembre e la prima metà d’ottobre, la sosta in fruttati per l’appassimento varia dai tre ai quattro mesi.
La vinificazione prevede una macerazione di due/tre settimane, il vino viene quindi posto a maturare in botti di rovere per un periodo non inferiore ai 36 mesi.

Vino dal color granato, mediamente intenso e con una impercettibile velatura.
Al naso note balsamiche, prugne secche ed in confettura, ciliegia matura ed erbe secche, note speziate di cannella e vaniglia ed accenni di cioccolato.
Strutturato ed alcolico, fresco, con bella trama tannica, tornano i ricordi speziati e le note di cioccolato alla menta, lunghissima la persistenza che si svolge su sentori di frutto dolce e note di liquirizia dolce.

Speri
 – Amarone della Valpolicella Docg Classico “Sant’Urbano” Bio 2016 – 15% Vol.
Corvina Veronese e Corvinone 70%, Rondinella 25%, Molinara 5%
Le uve provengono da un vigneto situato sul Monte Sant’Urbano, nel comune di Fumane, l’altitudine varia tra i 280 ed i 350 metri slm, posizionato su terrazzamenti sorretti da marogne (i tipici muretti a secco della Valpolicella), il sitema d’allevamento è a Pergola veronese ed il suolo è di natura calcareo-cretacea d’origine vulcanica.
La vendemmia s’è svolta da fine settembre a metà d’ottobre e le uve sono rimaste ad appassire in fruttaio per 104 giorni con una perdita di peso pari al 46%.
Pigiate il 4 gennaio 2017 sono rimaste a macerare per 30 giorni in vasche d’acciaio, la svinatura è avvenuta il 3 di febbraio, dopo la fermentazione malolattica svolta in botti di rovere da 50 hl. Il vino è rimasto in affinamento in tonneaux di Allier per 24 mesi e in botti in rovere da 20-40 hl. per altri 18 mesi.

Color tra il granato ed il rubino, profondo e luminoso.
Intenso al naso, fresco e nitido, balsamico con un bel frutto, ciliegia matura e prugna, accenni pepati e leggermente vanigliati.
Strutturato, fresco e verticale, con leggere note piccanti ed accenni sapidi, note d’amarena, buona la trama tannica e lunga la persistenza su sentori di liquirizia.

Tenuta Sant’Antonio
Amarone della Valpolicella Docg “Antonio Castagnedi” 2016 – 15% Vol.
Corvina e Corvinone 70% – Rondinella 20% – Croatina 5% – Oseleta 5%
I vigneti si trovano in Località Monte Garbi, nel comune di Mezzane di Sotto, a 300 metri d’altitudine, il sistema d’allevamento è sia a Guyot che a Pergola, con densità d’impianto variabile dai 4.000 agli 8.000 ceppi/ettaro, dipendentemente dal sistema d’allevamento utilizzato, la resa è di 90 q.li/ettaro mentre l’età delle viti è di 20-25 anni, i suoli sono calcarei, sabbiosi e limoso.
La fermentazione alcolica si svolge in acciaio, il vino viene quindi posto in tonneaux nuovi da 500 litri dove avviene la fermentazione malolattica e dove il vino sosta in affinamento per due anni.

Dal color granato, profondo e luminoso.
Intenso ed alcolico al naso, presenta note balsamiche e sentori di confettura di ciliegie, vaniglia e legno dolce.
Asciutto alla bocca, fresco, strutturato, con tannini importanti e bella vena acida, buono il frutto, lunga la sua persistenza su note di liquirizia.

Gli altri Amarone

Zenato
Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva “Sergio Zenato” 2010 – 17% Vol.
80% Corvina, 10% Rondinella, 10% tra Oseleta e Croatina
I Vigneti si trovano in Sant’Ambrogio di Valpolicella, tra i 300 ed i 350 metri d’altitudine, con esposizione Sud-Est, i suoli sono d’origine prevalentemente cretacea, di natura calcarea.
Il sistema d’allevamento è a Guyot con densità di 5.000 ceppi/ettaro, la resa è di 80 q.li/ettaro e l’età media delle vigne è di 20 anni.
La vendemmia si svolge nella prima decade d’ottobre dopo di che le uve sostano per circa quattro mesi in fruttaio per l’appassimento.
la vinificazione prevede due/tre settimane di macerazione sulle bucce, il vino viene quindi posto in botti di rovere di grandi dimensioni dove sosta in affinamento per almeno quattro anni, ai quali segue un ulteriore anno di sosta in bottiglia.

Profondo e compatto il colore, con unghia granata.
Intenso al naso con netti sentori terziari che rimandano al sottobosco, alla terra bagnata alle foglie secche, all’humus, non mancano ricordi fruttati di prugne, secche ed in confettura e ricordi di crema alla vaniglia.
Morbido e vellutato al palato, si coglie frutta rossa macerata, prugne cotte ed in confettura, castagne, erbe aromatiche (ricorda lontanamente un amaro, inteso come liquore), accenni mentolati e buona persistenza.

Speri
Amarone della Valpolicella Doc Classico “Vigneto Monte Sant’Urbano” 2009 – 15% Vol.
Corvina veronese e Corvinone 70%, Rondinella 25%, Molinara 5%
Le uve provengono da un vigneto di 19 ettari, il Monte Sant’Urbano, situato nel comune di Fumane, situato tra i 280 ed i 350 metri d’altitudine, su suolo di natura calcareo-cretacea d’origine vulcanica, posizionato su terrazzamenti sorretti da marogne (i tipici muretti a secco della Valpolicella).
Il sistema d’allevamento è a pergola veronese con densità di 3.300 ceppi/ettaro e con resa di 102 q.li/ettaro, l’età media dell’impianto è di 20 anni.
La vendemmia, con selezione dei grappoli s’è svolta dal 14 settembre al 9 ottobre e l’appassimento s’è protratto per 103 giorni con una perdita di peso di circa il 40%.
Pigiate l’11 gennaio 2010, le uve vengono vinificate in vasche d’acciaio con una macerazione che si protrae per 35 giorni, la svinatura è avvenuta il 15 febbraio ed il vino ha svolto la malolattica in botti da 50 ettolitri, la prima parte dell’affinamento avviene in tonneaux per 2 anni ai quali segue un’ulteriore anno in botti da 20 e 40 ettolitri.

Color granato profondo, luminoso.
Fresco e balsamico al naso, con sentori di prugne secche, confettura di marasche e cioccolato, ci ricorda i biscotti alla frutta ed i pasticcini con crema alla vaniglia.
Asciutto al palato, verticale, con tannini netti, sentori di liquirizia forte, note fruttate e d’amaretto, lungo il fin di bocca su note leggermente amaricanti.

Tenuta Sant’Antonio
Amarone della Valpolicella Docg “Campo dei Gigli” 2010 – 16% Vol.
Corvina e Corvinone 70% – Rondinella 20% – Croatina 5% – Oseleta 5%
Il vigneto si trova nella stessa località dell’Antonio Castagnedi, ha quarant’anni d’età ed è allevato a Pergola veronese con densità di 3.300 ceppi/ettaro, la resa è di 70 q.li/ettaro.
Dopo un appassimento che si protrae per tre mesi, il mosto fermenta in tonneaux aperti con follature manuali, l’affinamento del vino si svolge in tonneaux nuovi dove sosta per tre anni.
La produzione annuale è di circa 15.000 bottiglie.

Granato profondo il colore.
Meno esplosivo al naso rispetto ai due vini precedenti, dove presenta note balsamiche e di confettura di castagne, note vanigliate e di ciliegia matura.
Asciutto, fresco, leggermente piccante, con tannini decisi, torna la ciliegia con qualche accenno di vaniglia, sentori di radice di liquirizia sulla buona persistenza.

Alcune annotazioni per concludere:

Molto elevato il tenore alcolico dichiarato dei vini di Zenato che si sono in genere apparsi più aperti e maturi rispetto agli altri (nel senso d’evoluzione), abbiamo colto la verticalità e freschezza nei vini di Speri e un maggior equilibrio e freschezza in quelli di Tenuta Sant’Antonio, che ci ricordavamo campioni di potenza negli anni passati, e questo vale soprattutto per il Campo dei Gigli.
In definitiva è stata una bella esperienza che ci auguriamo continui con gli assaggi delle prossime settimane.
Lorenzo Colombo

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