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RibolliAMO 2021 e la complessità della Ribolla Gialla d’Oslavia

Avevamo già assaggiato alcune delle Ribolla Gialla macerate frutto del lavoro dei produttori di Oslavia, ma mai avevamo avuto l’opportunità di metterle a confronto in un’unica degustazione.
Abbiamo quindi colto al volo l’invito di APRO (Associazione Produttori Ribolla di Oslavia) a partecipare ad un press tour sul territorio, così nella seconda settimana del mese d’ottobre siamo stati ad Oslavia in occasione della quarta edizione di RibolliAmo ed abbiamo così avuto la possibilità di visitare le cantine dei sette produttori e d’assaggiare, oltre alle loro Ribolla Gialla, anche molti altri vini da loro prodotti.
E’ stata un’esperienza decisamente interessante, ulteriormente valorizzata dalla possibilità di poter degustare contemporaneamente le sette Ribolla, seppur d’annate diverse, in occasione della cena di sabato 9 ottobre e dall’interessante passeggiata lungo il percorso delle Panchine Arancione di Oslavia la domenica mattina, guidati da Luigi Nacci, scrittore e guida escursionistica ambientale.

Prima però d’entrare del dettaglio di quanto visto e fatto in questi tre giorni ci pare opportuno fornire qualche informazione sull’Associazione Produttori Ribolla di Oslavia.
L’APRO fu fondata nel 2010 ed ora contempla sette cantine di Oslavia aventi lo scopo di tutelare il territorio attraverso questo vino prodotto con la tecnica della vinificazione in rosso, ovvero lasciando macerare le bucce nel mosto.
I primi ad avere questa intuizione furono Josko Gravner e Stanko Radikon che fecero così nascere i cosiddetti Orange Wines.

La panchina di Gravner

Gli Orange Wines, ovvero i vini bianchi macerati si producono ormai in diverse parti del mondo ma hanno appunto origine nel territorio del Collio, italiano e sloveno (Brda).
Un tempo non lontano tutto il vino si faceva così. Si raccoglieva l’uva, la si pigiava coi piedi o con l’aiuto di pigiatrici manuali, si lasciava fermentare il mosto in modo naturale -allora non esistevano i lieviti selezionati- si filtrava in modo piuttosto rudimentale ed il gioco era fatto, con risultati, a dire il vero, in genere piuttosto discutibili.
L’avvento delle moderne tecnologie ha stravolto completamente questo modus operandi, in special modo per quanto riguarda i vini bianchi che ora dovevano essere limpidi e poco colorati e così è cambiato anche il gusto del consumatore che ormai non accettava più i vini torbidi e tannici fatti dai loro nonni.
Ma in alcuni luoghi, e soprattutto per il vino prodotto per autoconsumo quella tipologia di vini ancora esiste e, da un paio di decenni alcuni produttori hanno iniziato a ridar vita a simili prodotti, ovviamente privandoli dei difetti del passato.

Produttori Ribolla d’Oslavia

L’Associazione Produttori Ribolla di Oslavia (APRO) che vorrebbe fosse riconosciuta all’interno della Doc Collio la tipologia Ribolla di Oslavia ha proposto uno specifico disciplinare di produzione che prevede come punti salienti l’utilizzo di Ribolla gialla in purezza, una densità minima di ceppi per ettaro (4.000 nei nuovi impianti), una resa massima di 90 q.li/ettaro, proibizione del diserbo chimico in vigna e dell’utilizzo di lieviti selezionati in cantina, una macerazione sulle bucce protratta per almeno due settimane, un affinamento in botti di legno di minimo cinque ettolitri per un tempo non inferiore all’anno ed una successiva sosta in bottiglia per almeno sei mesi, questo comporta che il vino non possa essere commercializzato prima dei due anni dalla vendemmia.
Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche del vino è interessante la parte relativa al suo colore che dev’essere tra il dorato intenso e l’ambrato, spingendosi addirittura a specificarne la tinta secondo la tabella dei colori Pantone (fino al 159/C).

I vini in degustazione

La produzione totale di questo vino è di circa 100mila bottiglie, spesso non sufficienti a coprire le richieste del mercato ragione per cui il lungo periodo dovuto al Covid non ha impattato molto, ma ha comunque fatto capire ai produttori che non stavano sfruttando abbastanza le possibilità date dal turismo del vino, di conseguenza si sono strutturati per implementare maggiormente le visite degli enoturisti nelle proprie cantine.

La Ribolla Gialla

Il vitigno parrebbe essere originario della Grecia ma ne è attestata la presenza nei territori delle province di Gorizia ed Udine sin dal XIII secolo, addirittura alcuni sostengono che la Ribolla corrisponda all’Avola dell’epoca romana.
Documenti attestano che i vini prodotti con Ribolla fossero richiesti dalla Repubblica di Venezia che lo usava come dono e simbolo di devozione ed amicizia agli illustri personaggi del momento in visita alla città.
Ancora alla fine del Settecento i vini a base Ribolla occupavano un posto di rilievo tra i bianchi friulani e goriziani, poi venne la fillossera e tutto cambiò ed il vitigno entrò in una fase di oscuramento, dovuto anche agli eventi bellici che durante la Prima Guerra Mondiale distrussero completamente il territorio goriziano.

Al giorno d’oggi la Ribolla sta vivendo un momento di grande interesse e viene vinificata in diverse modalità, sia ferma che spumantizzata, soprattutto in autoclave, da ultimo ecco arrivare la vinificazione in rosso con paladini i sette viticoltori di cui andiamo ad assaggiare i prodotti.

Le 7 Ribolla Gialla

Rimandando a successivo articolo il resoconto della visita alle cantine dei produttori d’Oslavia ci focalizziamo ora sulle sette Ribolla Gialla degustate la sera di sabato 9 ottobre, vini in alcuni casi assai diversi tra loro anche se tutti caratterizzati dalla vinificazione in rosso, ovvero la macerazione sulle bucce durante il processo di fermentazione alcolica.

Eccoli, in ordine di servizio:

Fiegl  – Igt Venezia Giulia Ribolla Gialla 2019
Le uve provengono da un vigneto di circa 45 anni d’età posto sopra un crinale ben ventilato con ottima esposizione, la maggior parte delle lavorazioni vengono svolte manualmente ed i trattamenti sono ridotti al minimo essenziale.
La macerazione delle uve, della durata di trenta giorni, s’effettua a temperatura costante di 20°C. con ripetute follature, dopo la svinatura il vino s’affina in tonneaux – dove si svolge la fermentazione malolattica- per dodici mesi, prima dell’imbottigliamento –che avviene senza filtrazione- viene aggiunto al vino un minimo quantitativo di solforosa.

Luminoso il colore, tra il giallo carico e l’oro antico.
Intenso al naso dove si colgono sentori di buccia d’uva e di mela, note nocciolate e di fiori gialli ed accenni di legno.
Strutturato e sapido, carnoso, mela matura e buccia di mela, lunga la sua persistenza.
Un vino dalla notevole qualità, dove la pratica della macerazione avviene senza  eccessi (vedi temperatura controllata) e dove, seppur in minime quantità, s’utilizza l’anidride solforosa a protezione del vino.

Primosic – Collio Doc Ribolla di Oslavia Riserva 2017
I vigneti si trovano ad Oslavia, su suoli composti da marne e arenarie, ricchi di minerali.
La vendemmia s’effettua con uve surmature, dopo la diraspatura l’uva viene posta a fermentare con lieviti indigeni in tini aperti senza aggiunta di solforosa e con numerose follature.
La macerazione ha una durata di quattro settimane, il vino viene quindi posto in botti di rovere da 500-600 litri dove termina la fermentazione alcolica ed avviene anche la fermentazione malolattica e dove rimane ad affinarsi sulle fecce fini per 24 mesi.
Dopo l’imbottigliamento, senza alcuna filtrazione, il vino s’affina per ulteriori sei mesi in bottiglia.

Color oro antico, intenso e luminoso.
Bel naso, elegantissimo, vi si colgono sentori di buccia di mela e di fiori gialli.
Strutturato, complesso, presenta note tanniche ed una buona vena acida, i sentori spaziano dalla scorza d’arancia alle erbe officinali (salvia), con accenni di caramella al rabarbaro, lunga la sua persistenza. 87-88

Il Carpino – Venezia Giulia Igt Ribolla Gialla 2016
I vigneti sono situati a 220 metri d’altitudine su suoli marnosi con esposizione Sud-Est e sistema d’allevamento a Guyot, la resa è di 40 q.li/ettaro.
Vinificazione in tini di legno troncoconici con macerazione sulle bucce per 60 giorni, affinamento in botti di rovere per dodici mesi ai quali ne seguono altrettanti in vasche d’acciaio, imbottigliamento senza filtrazioni, sosta in bottiglia per due anni prima della commercializzazione.

Color giallo-oro, luminoso e brillante.
Buone sia l’intensità olfattiva che l’eleganza, sentori agrumati, di buccia d’arancio e di bergamotto.
Asciutto, con buona vena acida e note tanniche, amaricante, sentori di salvia su lunga persistenza.

La Castellada – Collio Doc Ribolla Gialla 2015
Le uve provengono da vigneti di 30 – 53 anni d’età, posti a 185 metri d’altitudine su suoli costituiti da Ponca e con esposizione Sud-Ovest nella località di Oslavia, la resa è di 30 q.li/ettaro.
Dopo la diraspatura il pigiato viene messo a fermentare in tini aperti di rovere di Slavonia per due mesi, dove il vino svolge anche la fermentazione malolattica a contatto con le bucce, l’affinamento del vino avviene in botte grande di rovere di Slavonia dove sosta per 24 mesi, seguiti da 10 mesi in vasca d’acciaio inox ed ulteriori 12 mesi in bottiglia.

Color oro antico, intenso e luminoso.
Mediamente intenso al naso dove si colgono sentori di fiori gialli.
Strutturato ed asciutto al palato, con note tanniche e tostate in evidenza, sentori di salvia, chiude leggermente amaricante. 85

– Radikon – Venezia Giulia Igt Ribolla Gialla 2017
Il vigneto dal quale provengono le uve per la produzione di questo vino ha un’estensione di 2,2 ettari ha un’età media di 30 anni, è situato sulla tipica Ponca ed è allevato in parte a Guyot ed in parte ad Alberello con densità di 8.000 ceppi/ettaro, la resa è di 30 ettolitri/ha.
Dopo la diraspapigiatura delle uve si effettua la fermentazione che avviene in maniera spontanea e che prevede una macerazione per 3/4 mesi in tini troncoconici di rovere con 3/4 follature manuali fino a fine fermentazione, segue quindi la svinatura e l’affinamento in botti di rovere di una ventina d’anni d’età con capacità dai 25 ai 35 hl per 40 mesi con alcuni travasi solamente se necessari.
Curiose le bottiglie, da 0,5 e da 1 litro, caratterizzate da un collo molto stretto che richiede dei tappi di sughero particolari (22 mm. di diametro e 44 mm. di lunghezza).

Alla vista si presenta con un color oro antico tendente al ramato e con una leggerissima velatura.
Intenso al naso dove presenta una leggera nota pungente e sentori di buccia di mela e di mela matura.
Anche alla bocca ritroviamo le stesse sensazioni, con la nota pungente maggiormente in evidenza che ricorda i vini fortificati.

Dario Princic – Venezia giulia Igt Ribolla Gialla 2016
Le uve provengono da vigneti situati su suolo marnoso ricco d’arenaria, coltivati in regime biologico con resa di 40 q.li/ettaro.
Fermentazione spontanea in botti di acacia e rovere con una macerazione sulle bucce di oltre un mese.
Affinamento per 12 mesi in botti d’acacia di grandi dimensioni ed imbottigliamento senza chiarifiche né filtrazioni.

Il vino è caratterizzato da un color oro-ramato con una evidente velatura, senza alcun segno di volatile, anzi, i tipici sentori dei vini macerati, come il sentori di succo si mela e di mela grattugiata erano nitidi e nei nostri appunti abbiamo scritto “Bel Naso!”. Strutturato ed asciutto alla bocca, con note tanniche in evidenza, presentava note vegetali e di buccia di mela acerba.

Gravner – Venezia Giulia Igt Ribolla Gialla 2013
I vigneti vengono allevati con cure maniacali, le uve vengono fermentate con lunga macerazione in anfore georgiane interrate, con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura. Dopo la svinatura e la torchiatura il vino ritorna in anfora dove sosta per almeno cinque mesi prima di iniziare l’affinamento in grandi botti di rovere, dove rimane per 6 anni.

Color oro antico, tendente al ramato.
Mediamente intenso al naso, elegante, vi ritroviamo sentori di fiori gialli, accenni di mela e caramella all’orzo, note d’agrumi.
Strutturato con sentori di mela, lunghissima la persistenza.
Lorenzo Colombo

 

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