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L’annata 2019 in Alto Adige

La superficie vitata altoatesina è di 5.500 ettari ed i vitigni coltivati sono più di una ventina, nel passato prevalevano quelli a bacca rossa, soprattutto la Schiava, ma a partire dal 1978 la loro percentuale si è pian piano ridotta sino ad arrivare al superamento ad opera di quelli a bacca bianca avvenuto una quindicina d’anni fa,  ora quest’ultimi costituiscono il 62% del vigneto regionale.

Thomas Angschöll e Willi Stürz, in collegamento video ci hanno raccontato l’andamento dell’annata viticola 2019 in Alto Adige, che, pur con le differenze dovute alle diverse zone è stata in genere caratterizzata da un inverno caldo ed asciutto, i mesi di aprile e maggio invece hanno portato basse temperature e clima umido, ragione per cui la fioritura è stata un poco tardiva, inoltre ci sono state preoccupazioni relative a sviluppi di peronospora ed oidio.
L’estate ha poi riportato temperature elevate nei mesi di giugno ed agosto, mentre la maturazione è avvenuta con un ritardo di 10-14 giorni rispetto alle ultime annate.
La vendemmia è iniziata verso la metà si settembre e si è protratta sino a fine ottobre per le varietà più tardive.
La quantità prodotta è stata inferiore rispetto all’anno precedente e le uve presentavano una buona acidità e minor contenuto zuccherino.

Per verificare i risultati di quest’annata abbiamo poi degustato sei vini prodotti con i vitigni più rappresentativi (e diffusi) dell’Alto Adige –all’appello mancavano unicamente Pinot grigio (che dallo scorso anno è diventato il vitigno più diffuso nella regione, avendo superato la Schiava in quanto a superficie vitata) e Chardonnay; i vini provenivano da sei diverse aziende ed erano rappresentativi di territori diversi.

Ha guidato la degustazione Eros Teboni, miglior sommelier del mondo 2018 per la WSA (Worldwide Sommelier Association).
Tutti i vini assaggiati sono classificati come Alto Adige Doc, sono frutto di monovitigno ed ovviamente dell’annata 2019.

Eccoli, preceduti da un breve sunto relativo alla diffusione del rispettivo vitigno nella regione altoatesina.

Weissburgunder  (Pinot bianco)
Sono 558 gli ettari vitati a Pinot bianco in Alto Adige, ovvero poco oltre il 10% della superficie vitata della regione. La maggior parte dei vigneti si trovano a quote elevate, che possono raggiungere gli 800 metri.
Le sue principali aree di coltivazione sono l’Oltradige, la Bassa Atesina e la Valle dell’Adige.
Si può dire che questo vitigno si sia ormai naturalizzato in Alto Adige, essendo presente da oltre 150 anni.

Egger Ramer – Weissburgunder
I vigneti sono situati fra la frazione Frangarto di Appiano e Bolzano, a 350 metri d’altitudine, su suoli sabbiosi e ghiaiosi ed hanno un’età variabile dai quattro ai dodici anni.
La vendemmia s’effettua a fine agosto.
La fermentazione si svolge per l’80% in acciaio e per la parte rimanente in barriques e tonneaux.

Il colore è verdolino scarico, luminoso.
Intenso al naso dove presenta sentori di frutta a polpa gialla matura, pesca gialla ed albicocca in primis, unite a sentori di fiori gialli ed a leggere note aromatiche e d’erbe officinali.
Buona la sua struttura, quasi grasso, succoso, la nota sapida contribuisce a dargli freschezza, vi ritroviamo i sentori di pesca gialla uniti ad accenni d’agrumi, lunga la sua persistenza ed in equilibrio la nota alcolica.

Sauvignon blanc
423 ettari vitati per questo vitigno che preferisce suoli calcarei ed altitudini medio alte che si possono spingere sino ai 600 metri.
Le principali aree di coltivazione sono le stesse del Pinot bianco.

Kellerei Tramin- Sauvignon “Pepi”
Le uve provengono da due diversi vigneti, situati sui lati opposti della valle; il vigneto Penon si trova nell’omonima frazione del comune di Cortaccia, dove il sole arriva sin dal primo mattino, mentre il vigneto Pinzon nell’omonima frazione del comune di Montagna prende il sole del pomeriggio.
Entrambi i vigneti si trovano a circa 450 metri d’altitudine, su suoli calcarei, argillosi e ghiaiosi.
La resa è di 55 ettolitri/ettaro.
Dopo la vinificazione in acciaio il vino sosta in affinamento in grandi botti di rovere per otto mesi.

Verdolino luminoso di buona intensità.
Decisamente tipiche del vitigno le note olfattive che rimandano al bosso, alla foglia di pomodoro e di fico, al gambo di sedano spezzato, alla salvia, ai fiori di sambuco.
Fresco e verticale, sapido, con spiccata vena acida e note vegetali e di pompelmo rosa e melone, notevole la corrispondenza naso/bocca, lunga la sua persistenza.
Un vino molto varietale, l’espressione del Sauvignon altoatesino.

Gewürztraminer
Con 588 ettari vitati il Gewürztraminer copre poco meno dell’11% del vigneto altoatesino.
Bassa Atesina, Oltradige e Valle Isarco sono le principali zone dove viene coltivato.

Tenuta Kornell – Florian Brigl – Gewürztraminer “Damian”
Le uve provengono dalla frazione Settequerce del comune di Terlano, i vigneti sono situati a 300 metri d’altitudine, su suoli di natura porfidica, ghiaiosi, con esposizione Sud e pendenza variabile dal 15% al 20%, il sistema d’allevamento è il Guyot con densità di 6.000 ceppi/ettaro, la resa è di 65 q.li/ha.
La vendemmia s’è svolta a fine settembre, la fermentazione è avvenuta in vasche d’acciaio, dove il vino ha poi sostato per cinque mesi.
10.000 le bottiglie prodotte.

Color paglierino-verdolino.
Tipiche le note olfattive e l’aromaticità,  si colgono i sentori di rosa e di litchi unitamente ad accenni speziati di zenzero e ricordi di confetto.
Morbido, di buona struttura senza essere pesante,  molto tipico, perfetta corrispondenza naso/bocca, dove ritroviamo le note di rosa e di litchi e lo zenzero candito, accenni di pasticceria, lunga la sua persistenza.

Lagrein
Sono 470 gli ettari vitati per questo vitigno che ama suoli sabbiosi, ghiaiosi e composti da porfido e quote non molto elevate.
Prevalentemente coltivato a Borzano e nella Bassa Atesina.

Larcherhof – Lagrein Kretzer (Rosé)
I vigneti si trovano ai piedi dell’altopiano del Renon, tra Santa Maddalena ed il quartiere Rencio di Bolzano.

Si tratta della tipologia di vino che meno conoscevamo, in effetti non se ne trovano molti di Lagrein Kretzer, essendo assai più diffusa la tipologia scura (Dunkel) che ha preso il sopravvento a partire dagli anni ’90, tanto che il rapporto tra i due in quanto a produzione e di 9 a 1.
Non era così in passato, quando la versione rosa era assai più diffusa.
Assai curiosa una delle ipotesi relative al termine “Kretzer”, secondo alcuni infatti parrebbe che il nome derivi dal cestello di vimini (Kraetze) che veniva usato un tempo per filtrare il mosto, eliminandone le parti solide, in questo modo di effettuava una vinificazione in bianco.

Color rosa molto intenso.
Frutti di bosco al naso, uniti a note mielose e di fiori di tiglio e d’acacia.
Strutturato e mieloso (miele d’acacia), sentori d’agrumi maturi (arancia rossa) e di caramella alla frutta, buona la sua vena acida, e lunga la persistenza.
Un vino rosato decisamente particolare ed atipico, assai diverso rispetto a tutti gli altri vini in rosa.

Vernatsch (Schiava)
Seppure nel corso degli anni abbia perso buona parte della sua superficie vitata la Schiava rimane sempre, coi suoi 684 ettari (12,6% del vigneto altoatesino) il vitigno a bacca rossa più diffuso, secondo unicamente al Pinot grigio, che dallo scorso anno l’ha sopravanzato in quanto a superficie vitata.
Il vitigno è diffuso in buona parte della regione, specificatamente nella conca di Bolzano, in Oltradige, nel Meranese e nella Bassa Atesina, i suoi luoghi d’elezione sono comunque i vigneti attorno al Lago di Caldaro, la zona di Santa Maddalena, a Bolzano ed il Meranese. Viene coltivato sino a 500 metri d’altitudine.

Kellerei St.Pauls – Vernatsch “Missianer”
I vigneti, con oltre cinquant’anni d’età, si trovano sull’altopiano di San Paolo, tra i 450 ed i 550 metri d’altitudine, su suoli con notevole presenza d’argilla.
La vendemmia si svolge ad inizio ottobre.
Fermentazione in acciaio ed affinamento per cinque/sei mesi in vasche di cemento.

Color rubino-granato luminoso.
Buona la sua intensità olfattiva come pure la sua tipicità, con sentori speziati e di ciliegia selvatica.
Succoso e fruttato, con bella trama tannica, piacevolmente amaricante il lungo fin di bocca che rimanda alla mandorla amara.
Piacevolissima la beva.

Blauburgunder (Pinot noir)
470 ettari vitati, generalmente ad altitudini superiori ai 400 metri, su suoli calcarei detritici.
Bassa Atesina ed Oltradige sono le sue zone d’elezione.

Kellerei Andrian – Pinot Noir
I vigneti sono collocati a 500 metri d’altitudine, su suoli composti da roccia calcarea, argillosi e con stratificazioni di pietra dolomitica. La resa è di 60 ettolitri/ettaro.
Dopo la fermentazione, che avviene in vasche d’acciaio, il vino viene posto in botti di grandi dimensioni dove si svolge la fermentazione malolattica e l’affinamento.

Color rubino-granato luminoso, di media intensità.
Intenso al naso, con sentori di piccoli frutti rossi, speziato, con accenni vanigliati e di nocciole tostate e con leggere note affumicate.
Strutturato ed intenso alla bocca, succoso, con tannini morbidi ed un bellissimo frutto (frutti di bosco maturi e dolci), speziato e con accenni tostati.
Lorenzo Colombo